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L’addio a Giulio Andreotti

Profondo dolore e commozione per la notizia della scomparsa di Giulio Andreotti.

Per sette volte Presidente del Consiglio, uomo simbolo della Democrazia Cristiana, Senatore a vita, titolare di innumerevoli incarichi di governo, Giulio Andreotti è stato tra i primi a credere nel progetto di Andrea Ceccherini di avvicinare i giovani all’impegno civile e sociale e di guidarli nel segno dell’educazione alla cittadinanza.
Il primo incontro, avvenuto nell’ambito degli appuntamenti di “Progetto Città” (l’associazione fiorentina che insieme a RCS, Poligrafici Editoriale e Il Sole 24 Ore nel Giugno 2000 diede vita all’Osservatorio Permanente Giovani – Editori), Giulio Andreotti lo descrisse così: “Andrea Ceccherini mi invitò la prima volta a Firenze ad un incontro con universitari e discutemmo fino a notte inoltrata. Poi io dissi: ‘Guardate adesso dobbiamo andarcene a dormire, però se qualcuno voleva fare delle domande e tempo non c’è stato, mi scriva e io risponderò’. E ricevetti un numero considerevole di lettere. Da allora ci siamo incontrati molte volte.”
Era il 28 Aprile 1996. Da quel momento il sostegno e la vicinanza di Giulio Andreotti sono stati determinanti per la realizzazione di questo ambizioso progetto. Ha partecipato con entusiasmo e disponibilità a tantissime iniziative dell’Osservatorio e di Progetto Città.
Perdiamo una personalità straordinaria che resterà impressa nella storia del nostro Paese. Un uomo che amava stare in mezzo ai giovani e che ogni volta rispondeva presente. Seguiva dall’inizio alla fine ogni iniziativa alla quale era invitato senza mai alzarsi dal suo posto. Un segno di rispetto ed educazione nei confronti di chi lo aveva invitato e di chi era sul palco. Rispondeva a tutto e a tutti e quando non riusciva invitava i ragazzi a fargli pervenire le domande che avrebbero voluto fargli. E puntualmente arrivava la sua risposta vergata a mano.